venerdì 3 ottobre 2014

Ricordando Anna Politkovskaja

Sei anni fa pubblicai su questo blog una pagina su Anna Politkovskaia intitolato "Per non dimenticare Anna Politkovskaia" e ricevetti questa poesia in omaggio alla giornalista russa.

A otto anni dal suo omicidio per opera di un Killer Rustam Machmudov , che sarà poi arrestato nel 2011,  non sono stati ancora scoperti i mandanti e la verità aspetta ancora di vedere la luce.
Ringrazio chi le ha dedicato questa bella poesia  perché con poche parole è riuscito a delineare l'anima della scrittrice giornalista, piccola eroina dei nostri tempi che ha avuto il coraggio di fare inchieste importanti, che amava il suo Paese e la democrazia, tanto da pagare con la morte questa sua impertinenza.
                                                                                                             vieffe




Omaggio ad Anna Politkovskaïa



Colomba


In un deserto avaro
di umanità,
lo sguardo
di una colomba
si è posato
dove i lupi, teste basse, non si stancano
di urlare.

In un deserto avvelenato,
avaro di verità,
una colomba, questa sera, è caduta.


Anick Roschi 7 ottobre 09

domenica 27 aprile 2014

ALTINO - La prima Venezia



Associazione carta di Altino

E’ stata inaugurata oggi 27 aprile e  sarà visitabile ad Altino fino al 4 maggio 2014 , la mostra "Altino - La prima Venezia".

Aggiungi didascalia

L'esposizione sarà aperta tutti i giorni 
dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

Giovani archeologi, architetti, web designer, creativi, esperti di videoproduzione hanno collaborato per realizzare i materiali di una mostra di grande fascino.
Altino ha anticipato i fasti di Venezia di un migliaio di anni. Questa mostra ricostruisce gli ambienti e la realtà storica di una delle città portuali romane più importanti dell'Adriatico.
ALTINO, LA VENEZIA DELLE ORIGINI
Ai bordi della laguna, fra terra e acqua, la città di Altino ha anticipato Venezia di un migliaio di anni e poi le ha dato origine.
Le più recenti indagini e le più avanzate tecnologie hanno rivelato un gioiello nascosto nel sottosuolo del più grande sito archeologico del Veneto. L’anteprima è uno sguardo sull’ambiente fra Sile e laguna nord, cerca le tracce di Altino fra le calli veneziane, propone una ricostruzione della parte monumentale antica.
PER VEDERE E IMMAGINARE
Un plastico realizzato con le tecnologie avanzate, partendo da una foto area ai raggi infrarossi,  permette al pubblico di intuire com'erano l’antica città, l’impianto urbano, le aree monumentali.
Il plastico ricostruisce la città e alcuni monumenti, quali l’Arena, il Foro, il Teatro, l’Odeon grazie all’ausilio di una stampante tridimensionale-

Una mostra che vuole essere un’anteprima, infatti sarà ripresentata anche a Mestre, con data da definire, è una di quelle occasioni imperdibili per riconoscere e ripercorrere un passato misterioso e sconosciuto delle nostre terre.

Un'occasione per chi non lo ha ancora fatto per visitare il Museo Archeologico di Altino, si possono ammirare importanti reperti venuti alla luce da quando sono iniziate le scoperte (fine ottocento).




       



         


Tabula Peutingeriana


Visitabile dal Museo Archeologica  un piccolo tratto dell'antica via Annia





                           alcuni reperti presenti al Museo Archeologico








ALTINUM -  LA RICERCA 
Composizione storica - plastica - artistica elaborata dall'Associazione Fenix II

Sempre a Quarto d'Altino nel patronato della chiesa d San Michele si può ammirare un lavoro di ricerca storiografica analogo, che  in concomitanza con l'attività della pro-loco e sagra è visitabile fino al 5 maggio  -info 3394171212
Si tratta di un plastico delle dimensione di 2 metri per 3, realizzato  dall'Associazione Fenix II,  che sempre partendo dalle immagini aeree ha realizzato una bellissima riproduzione di Altino antica.
Il lavoro che i volontari dell'Associazione hanno svolto con minuziosa ricerca del dettaglio è fatto con lo stile classico dei plastici fatti artiginalmente chegli da un effetto coreografico molto suggestivo.
Il risultato ottenuto non contrasta con quello dell'associazione carta di Altino,  in quanto lo sviluppo parte dalle stesse fonti storiche e topografiche, ma grazie ai colori e alle ampie dimensioni rende ancora più immaginabile e verosimile il paesaggio altinate di quasi 2000 anni fa, che ora purtroppo giace sotto un metro e mezzo di zolle di terreno fertile.

A delineare dal punto di vista artistico la mostra ci sono numerose opere artistiche con tematiche inerenti alla storia di Altino.
La veduta suggestiva della città antica di Altino, in primo piano il tempio votivo, l'odeon, il Foro e il circo massimo, sullo sfondo l'arena

La veduta suggestiva della città antica di Altino, in primo piano il tempio votivo, l'odeon, il Foro e il circo massimo, sullo sfondo l'arena

in primo piano le sepolture vicino all'ansa del fiume Zero e lungo la via Annia


domenica 20 ottobre 2013

INNO ALLA VITA - Recital - Serata di voci e musica all'insegna della solidarietà







Una serata di voci e musica all'insegna della solidarietà, 



GIOVEDI' 24 OTTOBRE alle ore 20,45 AL Cinema Teatro

 Corso - Corso del Popolo, 30 Mestre. 






Dopo il successo di adesioni della prima edizione al Teatro 

Verdi di Padova, lo scorso 

Febbraio, ancora una volta l'infaticabile regista di eventi 

Anny Lazzari, assieme all'Associazione Veneziani nel 

mondo e all'Associazione Italiana contro le Leucemie 

Linfomi e Mieloma di Venezia e di Padova, 

 presenta INNO ALLA VITA seconda edizione, 

lo spettacolo di beneficenza a favore dell'Associazione

  Italiana contro le Leucemie Linfomi Mieloma.

 Il Recital con Alberto De Meis violinista, 

al pianoforte Roberto 

Rossetto il Coro Pueri Cantores del Veneto

diretto al pianoforte da Roberto Fioretto,

 Marco Chingari Baritono,

 testimonial Maurizio Fondriest

Flash moda atelier 'Daniela Sposa'

presenta Monica Milanesi.


Prenotazione biglietti e informazioni:
 Anny Lazzari 339 7909681 


 Associazione  Veneziani nel Mondo 041 2411908






domenica 6 ottobre 2013

VAJONT Mercoledì 9 ottobre 1963 ore 22,39 una tragedia annunciata


Mercoledì 9 ottobre 1963, alle ore 22,39, 300 milioni di metri cubi di roccia del Monte Toc si riversarono alla velocità di 90 km/h nel bacino artificiale della diga del Vajont.
Il lago artificiale conteneva 120 milioni di metri cubi di acqua e la frana, che era costituita da un volume di  massa rocciosa tre volte superiore alla quantità d'acqua, provocò un'onda d'acqua che scavalcò la barriera di cemento armato della diga per cento metri in altezza  riversandosi senza trovare ostacoli nella vallata distruggendo quasi completamente il paese di Longarone, cancellandolo anche

Come appariva Longarone prima del disastro

10 ottobre 1963, il giorno dopo la tragedia il paese era stato quasi completamente cancellato

parte dei piccoli villaggi che si trovavano confinanti. Nella parte a monte della diga l'onda ha spazzato via i villaggi che erano sulle sponde del bacino del comune di Erto e Casso.
L'ondata di acqua e fango ha cancellato i villaggi di Le Spesse, Pineda, Ceva, Frasègn, Il Cristo, San Martino, Marzana, Feè Fortogna e la parte bassa del paese di Erto.
Nella Valle del Piave saranno rasi al suolo scomparendo i paesi di Longarone, Pirago, Maè, Rivalta e Villanova. Il mare di fango ha anche danneggiato le abitazioni di Soverzene e Ponte nelle Alpi.
Il villaggio di Caorera del comune di Belluno fu distrutto dall'onda e furono allagate le abitazioni del quartiere di Borgo Piave a ridosso dell'omonimo fiume.
Rimasero uccise 1918 vittime (solo la metà furono riconosciute dai familiari), delle quali 1450 erano abitanti di Longarone, 158 di Erto e Casso, 109 di Codissago e Castelavazzano, 200 abitanti in altri Comuni.
La tragedia del Vajont venne citata nel corso della presentazione dei lavori dell'assemblea Generale delle Nazioni Unite a favore dell'anno internazionale della terra, nel 2008, come caso da manuale educativo quale "disastro evitabile", causato dalla insufficiente comprensione delle scienze della terra e come
" fallimento di ingegneri e geologi nel comprendere la natura del problema che stavano cercando di affrontare".

Come tutti sanno la diga, che in quegli anni e per lungo tempo ha detenuto il primato della diga più grande mai costruita, ha resistito all'impatto e allo scavalco e ora è ancora lì  testimoniare la superficialità,  l'assurda e colpevole spregiudicatezza di politici, tecnici, ingegneri e geologi che per meri scopi, a volte anche biechi personalismi, l'hanno  voluta e poi realizzata.
Per portare a termine il loro progetto, hanno di volta in volta, segretato, occultato studi pareri e relazioni contrarie, e pur sapendo il rischio che correvano le genti di quei paesi, hanno continuato dal 1926, quando la Sade (Società privata di proprietà di Giuseppe Volpi presentò al Ministero dei lavori pubblici la richiesta di costruzione) fino al giorno della tragedia, a portare avanti un progetto che non aveva i presupposti per essere un opera che garantiva la sicurezza della popolazione.

Poche e  inascoltate le voci che nel corso degli anni precedenti al disastro, si sono levate per denunciare i rischi che correvano le popolazioni.





Una di queste è stata quella di Tina Merlin, giornalista dell'Unità che con le sue inchieste aveva denunciato ripetutamente i pericoli legati alla costruzione della diga e per questo fu denunciata (1960) per 'diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico' poi assolta dal tribunale di Milano nel 1974.
Tina Merlin la giornalista processata e assolta per gli articoli di denuncia  pubblicati sul quotidiano L'Unità

sabato 15 giugno 2013

31° SAGRA DEL GRASPO DE UA- Spinea - PER INCISO - stampe calcografiche di Rino Vincenzo Franzin - MOSTRA PERSONALE ANTOLOGICA


PRESENTAZIONE

Franzin Vincenzo, per tutti Rino, mi ha onorato chiedendomi le solite due righe di presentazione della sua prima mostra d’arte grafica.
Siamo a conoscenza dei suoi interessi nell’arte figurativa, disegni, con gli acquerelli, i quadri a olio e a tutte le altre espressioni interpretative : mancava la grafica, le acqueforti.
E’ venuto da noi, al Circolo Calcografico “3C”, con umiltà e disponibilità, accettando da subito tutti i suggerimenti per la realizzazione e l’esecuzione di un’opera grafica.
                          I risultati ci stanno dando ragione.
La “materia prima” cioè l’uomo, risponde al massimo ai consigli e alle indicazioni di volta in volta suggerite.
Ha compreso, immediatamente, che l’arte incisoria non è soltanto arte di meditazione ma arte dinamica.
La realtà che si vuole concretare deve assumere un rapporto intimo, confidenziale, con accenti nostalgici (p.e. le scene agreste) , o di solidarietà
(il cantiere abbandonato, senza lavoro…).
Rino, è legato tra l‘altro, a un forte impegno morale e umano anche per la città  in cui vive - Spinea: è un “uomo” a tutto tondo.

                                            Alberto Benvenuti
                                        Presidente “Circolo Cult.Calcografico” 3C - Mestre




Rino -  Vincenzo Franzin -
nasce a Mestre-Venezia nel 1956.
Nel periodo giovanile a Marghera dove ha vissuto i suoi primi 30 anni,  pratica da autodidatta il disegno 
e la pittura ad olio.

Nell'intreccio con l’impegno sociale e politico sperimenta anche la sua passione per la tecnica vignettistica del fumetto fino a quando nel  1988 si deve trasferire e per impegni  familiari  abbandona ogni
 pratica artistica per più di un decennio. 

Ricomincia poi nel 2004,  frequentando  fino al 2006 un corso per l'apprendimento della tecnica  dell'acquerello tenuto a Mestre dalla Professoressa Laura NARDO.

L’amore  per il disegno lo porta poi nel 2007 a  far parte del gruppo di "quelli del Circolo Calcografico 3C", partecipando ai corsi di calcografia e tecniche di incisione dei Maestri Alberto Benvenuti e Gianni Favaro.
Nel 2008, nel 2009  e nel 2011 partecipa al concorso di Nazionale di Grafica 
 Premio Mestre  - P. F. - PRO FESTIVITATE.

Ha partecipato all'esposizione con gli allievi del Circolo 3C alla mostra di grafica "Quelli del 3C giugno 2010 tenuta alla Galleria La Cella di Mestre.

Nel settembre del 2011 vince il primo premio della sezione di "incisione e grafica " della seconda edizione della Manifestazione "ArtinParco" a Spinea. 

Nell’aprile del 2012 partecipa ad una collettiva in occasione del  Riconoscimento ad Alberto Benvenuti del Premio Angeloni Torre di Mestre, alla galleria Torre di Mestre.     
  
Sempre ad aprile 2012 partecipa al Concorso “Un colore per la sicurezza” Inail Venezia al Centro Candiani di Mestre, a settembre partecipa ad una mostra collettiva “Quellki del 3C” a Spinea Graspo d’uva.    

A settembre 2012 vince il secondo premio della sezione di "incisione e grafica " della  terza edizione                          della Manifestazione "ArtinParco" a Spinea. 
                                                                                                                                                                                     
Partecipa a novembre 2012 all’esposizione di Pittura, scultura e grafica organizzata dalla Dott. Gabriella Niero alla Scoletta di San Zaccaria a Venezia.       

A Maggio del 2013 partecipa al 20° Concorso Nazionale d'arte a Mira "Premio Beppi Spolaor".

“Per Inciso” è il titolo della sua prima mostra "personale antologica" all'Oratorio  della Biblioteca Comunale di Villa Simion a Spinea che si tiene dal 21 giugno al 2 luglio 2013.

giovedì 13 dicembre 2012

BUDDHA IMAGES - Venezia, Campo San Tomà- fino al 24 dicembre




BUDDHA IMAGE AND SACRED ICONS 
FIGURES OF SPIRITUAL TEMPLE 

Venezia - 26 Ottobre / 24 Dicembre 2012 
Campo San Tomà 2865 
dalle 12.00 alle 18.00
Una piccola mostra per un grande tema: 
l'iconografia del Buddha e la spiritualità delle figure degli altari realizzata e vissuta nei millenni. 

L'immagine, trasformata dall'uomo nei millenni e nel corso del tempo vissuto, così gli artisti 
contemplando l'immagine a somiglianza del Re o Monaco regnante , così realizzavano le immagini del Buddha con la scultura e la fusione in bronzo. A volte inserendo novità nelle decorazioni , prendendone anche il nome del regnante o del monaco anziano dell'impero e costruendone anche il tempio dedicato. 



L' inserimento poi sugli altari del Buddha anche delle figure di personaggi, animali e piante, tutti soggetti che insieme a quelle figure mitologiche già esistenti nelle biografie dei tempi completano la vasta aggregazione dell'immaginario spirituale nei devoti buddhisti, così da vivere il sacro nel quotidiano e le figure su cui rivolgersi e pregare e così proteggersi dal mondo. 





Questa  bellissima  Storia, che è anche la Storia dei popoli, è soprattutto cultura.



Tutte le persone che hanno già visitato la mostra  sono rimaste  entusiaste, ricevendone  anche una forte emozione osservando  quanto è  esposto e nella coerenza dell’esposizione a detta dei visitatori soprattutto stranieri , riconoscendone il grande interesse culturale  dell’evento mai prima di questa mostra proposto: è il documento sull’immagine  del Buddha nei secoli.



La mostra  sull’Immagine del Buddha attiva il progetto  in cantiere della fondazione culturale  di studi inerenti da realizzarsi a Venezia nei prossimi anni , con la creazione di una database di informazioni  web e raccolta di immagini e tanto altro.. aperta  liberamente a tutti di tutto il mondo che vorranno partecipare .



Questo progetto mai realizzato  è di grande interesse popolare  e  forse anche di aiuto  in futuro, nelle letture dei vari testi e argomenti  storici; sicuramente  un aiuto in più  per affrontare il quotidiano. 



Il Curatore della mostra    :   Leo Antoniello

Associazione “ Terre del Mekong & Indochina “

Cell. 3394237995 / 3888497710

Una bellissima mostra  sull'immagine del Buddha  ,
da visitare  ,  con preghiera di diffusione














martedì 12 giugno 2012

Esposizione di LUCIANO FAVARETTO a Spinea - LIBIA IERI E OGGI dalla dittatura alla liberazione.

Oratorio Villa Simion Spinea


clicca sull'immagine per vedere tutta la galleria delle 57 tavole

MOSTRA DI PITTURA

Sabato 9 Giugno é stata inaugurata  a Spinea nella sala espositiva dell'Oratorio di Villa Simion  una singolare mostra di pittura, dell'artista Luciano Favaretto.














Il monumento ai caduti, più conosciuto come Oratorio di Villa Simion che recentemente ha ospitato  importanti testimonianze quali la Mostra - Il Lager di Bolzano, in occasione del Giorno della Memoria e quella de" Da Cefalonia al 25 aprile" sulle vicende della Divisione Acqui e dei fatti inerenti all'armistizio, anche per questa mostra, mantiene questa vocazione, oltre che di sala espositiva d'arte, anche quella divulgativa e di testimonianza storica.

Infatti la mostra, che si compone di 57  tavole, dipinte e commentate, alla maniera dei "Cantastorie"  narra dei recentissimi avvenimenti Libici del 2011, " dalla dittatura alla rivolta popolare, fino alla morte del dittatore Gheddafi e la liberazione del Paese".



Con questa articolata e inusuale opera artistico-didascalica, Favaretto ha voluto raccontare la realtà drammatica di una dittatura spietata e sanguinaria che durava da oltre 42 anni e il coraggio del Popolo Libico di ribellarsi a quel regime che si é bagnato del sangue di migliaia di inermi cittadini tra cui moltissime donne e bambini.

La morte del colonello "Gheddafi" e la vittoria delle forze ribelli, dice l'autore, consentono oggi alla Libia di guardare al propio futuro nel segno dei principi di libertà e democrazia.

Tutto ci insegna a tutti noi quanto sia nefasta ogni forma di dittatura e quanto siano preziosi i valori di libertà e di democrazia per ogni popolo.

A tale proposito Favaretto augura che il Popolo e le Istituzioni Libiche siano capaci davvero di trarre insegnamento dalla loro storia passata e recente, affinché cio non accada piu!







L'autore infine augura che anche per quanto riguarda la situazione della Siria, prevalga la ragione del popolo  sulla barbarie del dittatore Assad.

Questa mostra è un'occasione da non perdere, 
sotto tutti i punti di vista.

Per la novità di un'opera pittorica quale strumento espressivo e innovativo, ma anche per l' indubbio valore di testimonianza storica che essa rappresenta.

L'effetto interesse e fascinazione per la singolarità del linguaggio, ti contagia fin da subito, scatenato sopratutto dall'immediatezza delle notizie che vengono percepite grazie anche alla forma didascalica, curate mirabilmente dall'autore con la misura delle parole accompagnate da immagini.

Le cinquantasette tavole hanno la forma del racconto con un percorso  ad immagini, con tanto di didascalia nella parte sotto della tavola, oltre ai caratteristici fumetti adottati per la parte narrativa.



Il racconto storiografico dei fatti, noti e meno noti,  si svolge in un percorso ad immagini alla maniera del  "cantastorie" che guardate dal punto di vista artistico possono risultare poco curate nella parte figurativa, ma che diventano essenziali nella loro forma di brevità antologica, che per necessità diventa di tavola in tavola, descrittiva ed essenzialista.
In questo modo  l'autore  illustra tutte le tappe del dramma del popolo Libico, con un linguaggio e con un modo di raccontare immediato e fresco.

Il taglio giornalistico quasi da cronista di guerra, completa il quadro generale della fatica dell'autore, che per la completezza del suo racconto lo trasforma in valore storico facendolo diventare anche uno strumento autentico e pregevole di rilettura e comprensione dei fatti accaduti.

Il visitatore a sua volta viene rapito dalla novità narrativa e dal percorso figurativo-descrittivo,  restandone a sua volta suggestionato e colpito.

DA VEDERE !
Villa Simion - Oratorio
PROROGATA 
fino al 23 giugno, tutti i giorni dalle 16.00 alle 18.00 (Attenzione l'ultimo giorno 23/6 il mattino dalle 10.00 alle 12.00)

per vedere tutte le immagini  della mostra  clicca qui

VF

sabato 2 giugno 2012

Villa Morelli in Chiarano - Conferenza pubblica sulla metodologia di recupero architettonico e strutturale

Attività sperimentale operativa di recupero delle invarianti tecnico strutturali e architettoniche: L'innovazione tecnologica nel dettaglio costruttivo. Dalle indagini conoscitive al progetto di recupero.                   

Con questo importante sottotitolo si è svolta il 1 giugno 2012 a Cessalto nella sala Polifunzionale" Palladio" un incontro con la cittadinanza  su Villa Morelli in Chiarano, " presentazione della tesi di laurea di una concittadina", Ines Inglese,  che con il suo collega Simone Franzin, hanno illustrato la loro ipotesi di recupero della Villa Morelli di Chiarano oggetto della loro tesi di Laurea in Ingegneria edile- conservazione e restauro.
Ne avevamo già parlato in questo blog a luglio del 2011 vedi post Villa Morelli-Giacomini in Chiarano .
Lo stato attuale di completo abbandono della villa Morelli
Il Comune di Cessalto, vista l'importanza dell'argomento e la vicinanza della Villa Morelli all'abitato di Cessalto, che ricordiamo è situata nel territorio comunale di Chiarano,  ha organizzato una serata di confronto con i cittadini, prendendo a  pretesto la tesi della giovane concittadina ingegnera, sopratutto  per parlare del bellissimo territorio dove insiste il Piavon, antico corso d'acqua navigabile e dove esistono bellezze architettoniche e artistiche che le generazioni passate hanno lasciato a noi e che ora noi avremmo il dovere di tutelarle e conservarle.
da sinistra il Prof. Umberto Turrini,  l'ing. Ines Inglese, la Sindaco Franca Gottardi, l'ing. Simone Franzin

Alla conferenza tenuta dai due giovani ingegneri coadiuvati dal Docente Prof.Arch. Umberto Turrini del Dipartimento ICEA della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Padova, era presente la Sindaco di Cessalto  Franca Gottardi, che ha ricordato che la serata era dedicata alla Villa Morelli di Chiarano, ma che per l'appunto, nel territorio di Cessalto vi sono numerose ville, in particolare al Donegal,  sull’ultimo meandro naturale del Piavon, dove c’è una villa di grande rilievo artistico: Villa Zeno. Un’opera autentica di Andrea Palladio, descritta e disegnata nei minimi particolari nel II° dei suoi Quattro Libri sull’Architettura, tanto importante e di valore che è protetta dall’Unesco e dichiarata “patrimonio dell’umanità”.
Assente, anche se invitato il Sindaco di Chiarano:
Villa Zeno
A Cessalto come ha ben sottolineato la Signora Sindaco, oltre alla villa del Palladio al Donegal, c’è villa Bronzini del ‘500, eretta con le pietre dell’antico castello dei Da Camino, distrutto nel 1378. Villa Pisani-Cristofoletti, villa Moretto sempre nell’ansa del Donegal, ed altre ville, a decine: casa Melchiorri, villa Mazzotto, villa Fautario, palazzo Vio casino di caccia degli Emo-Capodilista, quasi al confine con Chiarano.  Fino a villa Emo Capodilista in Magnadola,  del 1500, con gli affreschi della scuola del Veronese nella parte padronale della villa, ed il caratteristico Botegon veneto, su via Calnova Alta, dove nella prima guerra mondiale,il giardino di questa villa fu usato come cimitero austroungarico nel 1917.
Render della villa stato attuale e ipotesi di riuso

La serata è proseguita con la presentazione del lavoro di laurea dei due ingegneri che ha avuto il pregio di voler svolgere il compito scolastico e teorico, con l'applicazione teorico-pratica di cantiere, misurandosi con una realtà architettonica ora in grave degrado ma che diventa anche un'esortazione al recupero e al riuso.
Il pregio del lavoro di Inglese e Franzin sta nell'applicazione della metodologia di analisi e recupero delle invarianti, (opere di pregio esistenti nel manufatto) che nella previsione di riuso della villa vengono tutelate e mantenute nella loro fattezza.

RECUPERO DELLE INVARIANTI E RIUSO DELLE AREE ABITATIVE DI VILLA MORELLI
Dopo l'illustrazione della parte storica e architettonica e del metodo di indagine strutturale applicato, Ines Inglese ha illustrato anche l'ipotesi di riutilizzo della struttura.
I due ingegneri hanno ipotizzato la committenza per una riconversione della destinazione d'uso da ex abitazione padronale a sede municipale, dove possono trovare spazio, oltre agli uffici amministrativi anche la Polizia municipale e la biblioteca.
Nello corso dello studio delle varie mutazioni dell'assetto della villa avvenuto negli anni,
hanno individuato nelle parti che sono state via via demolite, l'ipotesi di riutilizzo possibile utilizzando proprio le aree dei vari sedimi precedenti.  Ne è venuta fuori una proposta singolare seppur anche un po' avveniristica, ma che nel suo insieme ne fa un progetto sobrio e rispettoso dei principi fin sopra enunciati.

Villa Morelli in una foto degli anni 60
Lo studio storico infatti ha evidenziato che tra l'800 e il 900  vi è stato l'abbattimento di alcuni edifici annessi, come la barchessa, che ra posta ad angolo retto nella facciata nord e la casa del Gastaldo che era invece situata di lato nella facciata sud in opposizione alla chiesetta ancora esistente. E' stata verificata inoltre anche alla diminuzione del corpo centrale nel suo volume complessivo, che risultava essere un parallelepipedo, nel quale con l'abbattimento di parti sono stati creati due cortili nella stessa facciata,  isolando l'antico corpo centrale. (vedi foto degli anni sessanta)
Partendo da questi presupposti hanno quindi immaginato  di ricreare nei due rientri creati dai cortili e sotto il livello di campagna nel sedime della casa del Gastaldo dei manufatti in vetro con strutture in profilati in ferro e acciaio, che in continuità con l'assetto volumetrico antico, senza modificarne l'aspetto architettonico attuale, consentono una fruizione degli spazi per il nuovo uso della villa come casa comunale.

                       visualizzazione dei volumi (in giallo, arancio e verde) che sono stati abbattuti

veduta dell'ipotesi di realizzazione delle parti in vetro acciaio

Un idea rivoluzionaria, per la quale non sono stati naturalmente proseguiti gli studi tecnici esecutivi, ed evidentemente per lo scopo didattico-esercitativo, lo studio si è soffermato solo nella parte architettonica e strutturale, limitata quindi  ai particolari costruttivi.

                                                    interni della Villa negli anni 60


INDAGINI CONOSCITIVE E ASPETTI TECNICI  E INTERVENTI DI RECUPERO
La relazione dell'ing. Simone Franzin successivamente ha illustrato fin nei particolari la sequenza dei controlli analitici della statica dei manufatti del loro stato di stabilità e tenuta alla luce dei nuovi carichi e delle normative attualmente vigenti per la praticabilità e l'abitabilità del manufatto.
Immagini delle verifiche delle parti lignee
Il giovane ingegnere di Noale ha quindi illustrato le tecniche di verifica della stabilità dei manufatti verticali e orizzontali con carotaggi e successive analisi, delle parti lignee e del pavimento alla veneziana del salone e su come si poteva operare al recupero delle parti non più portanti e conferenti alle norme tecniche attuali.
foto dei carotaggi eseguiti dalla ditta R-Tecnos 
Interessante come dagli scavi di verifica delle fondazioni nel lato sud siano emerse le antiche

fondazioni a riprova dei rimaneggiamenti del manufatto centrale. Questo è stato il fulcro centrale della loro successiva proposta di riempire quegli spazi con la struttura in vetro acciaio, che fungerà da collegamento e da armonizzazione degli spazi della sede municipale, dove tra le altre cose saranno applicate delle passerelle di raccordo con l'edificio in muratura, senza creare danni allo stesso, e dove troveranno spazio tra le altre cose l'ascensore e scale per il raggiungimento dei piani.



Vista dall'alto d'insieme della proposta di riuso, in primo piano la biblioteca interrata
Veramente rivoluzionaria  quindi appare la realizzazione del volume insistente nel sedime della casa del Gastaldo interrato, dove troveranno spazio due piani della biblioteca, inferiore quello per l'archivio e superiore quello per le sale lettura.
Notare che l'unica parte in superficie è quella relativa al locale scale e vano ascensore.







Vista dalla sala lettura con veduta della villa esterna

Dal dibattito che è scaturito al termine, ricco di spunti e suggerimenti, oltre che annotazioni storiche quasi ad integrazione delle relazioni, si è capito quanto sia importante per la cittadinanza l'interesse per la tutela e la conservazione di questi tesori che fanno parte della storia di questo territorio oltre che per il loro valore artistico.

LA SCUOLA PUBBLICA COME VALORE AGGIUNTO
La serata inoltre è stata importante anche sotto un altro aspetto quello che sembra essere il meno apparente, ma che invece va specificato;  quello che i cittadini di Cessalto hanno potuto vedere e approfondire è lo studio articolato e così ben illustrato quale frutto di un corso di studio scolastico universitario. Uno spaccato e una bella rappresentazione di quello che è ancora la scuola pubblica e delle potenzialità che hanno a disposizione gli studenti grazie a propri insegnanti, uno dei quali presenti alla conferenza, (la prof. Ing. Arch. Francesca Franchini era assente per motivi di forza maggiore), dimostrazione che l'applicazione e la dedizione anche oltre l'insegnamento scolastico puro, origina dinamiche positive e crea oltre alla professionalità anche la passione per l'arte e la storia del nostro Paese.                                                                                                                                          

Di seguito alleghiamo alcuni link per approfondire l'argomento trattato:

TESI DI INES INGLESE 1° PARTE
TESI DI INES INGLESE  2° PARTE

TESI DI SIMONE FRANZIN 1° PARTE
TESI DI SIMONE FRANZIN 2° PARTE

LUOGHI E VILLE DEL TERRITORIO

IL PIAVON: FIUME O CANALE

V.F.